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Forfettari 2027: aumenta la soglia d’ingresso

30 Ottobre 2026 in Notizie Fiscali - Stampa questa pagina

Il Cdm ha approvato il DDL di Bilancio 2027 con tutte le novità che dovrebbero entrare in vigore dal 1 gennaio prossimo. Tra le altre analizziamo le novità per i contribuenti in regime forfettario con l'aumento della soglia di ingresso.

Chi potrà applicare il forfettario nel 2027?

Se l'innalzamento della soglia sarà approvato con decorrenza dal 1° gennaio 2027, il nuovo limite dovrebbe essere verificato prendendo come riferimento i ricavi e compensi dell'anno precedente, ossia il 2026.

Si consideri, ad esempio, un professionista che nel corso del 2026 abbia incassato compensi per 95.000 euro.

Con l'attuale limite di 85.000 euro, tale importo non consentirebbe l'accesso al regime nell'anno successivo. 

Con la nuova soglia, invece, il contribuente potrebbe applicare il forfettario nel 2027 ai fini delle imposte dirette, purché siano rispettate tutte le altre condizioni richieste dalla legge.

Per la verifica dei ricavi e compensi rileva generalmente il criterio di cassa, mentre per gli imprenditori che nell'anno precedente hanno adottato la contabilità ordinaria assume rilievo il criterio di competenza.

Resta necessario attendere la formulazione definitiva della disposizione, anche per conoscere le eventuali regole di coordinamento con i limiti di fuoriuscita dal regime.

Forfettari 2027: aumenta la soglia di ingresso

Il regime forfettario di cui alla Legge n 190 del 2014 secondo le anticipazioni dovrebbe essere modificato dal DDL di Bilancio 2027 appena approvato ma il cui testo non è ancora disponibile.

Come specificato dal comunicato stampa del Governo La soglia per l’accesso al regime forfetario ai fini delle imposte sui redditi passa da 85.000 a 100.000 euro. Ai fini dell’esenzione dall’IVA la soglia resta a 85.000 euro, in attesa dell’autorizzazione dell’Unione europea. 

La modifica, se confermata durante l'iter parlamentare, consentirebbe a un maggior numero di professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori di beneficiare della tassazione sostitutiva del 15%, oppure del 5% nei casi previsti dalla normativa.

Attenzione, però, a una distinzione importante: la soglia di 100.000 euro varrebbe per le imposte sui redditi, ma non automaticamente per l'IVA. Su quest'ultimo fronte, infatti, resterebbe fermo il limite di 85.000 euro, almeno fino all'eventuale autorizzazione dell'Unione europea.

Regime forfettario 2027: cosa cambia con la soglia di 100.000 euro?

La principale novità annunciata dal Governo consiste nell'ampliamento del limite economico previsto per l'applicazione del regime disciplinato dall'articolo 1, commi 54 e seguenti, della Legge n. 190/2014.

Attualmente, per accedere o permanere nel forfettario, i ricavi e compensi dell'anno precedente non devono superare 85.000 euro, ferma restando la verifica degli altri requisiti.

Dal 2027 il limite potrebbe salire a 100.000 euro, permettendo di utilizzare il sistema di determinazione forfettaria del reddito anche a contribuenti oggi esclusi per il superamento della soglia ordinaria.

Il vantaggio consiste nella possibilità di continuare ad applicare un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, calcolata sul reddito determinato attraverso i coefficienti di redditività previsti per le diverse attività.

La convenienza effettiva, tuttavia, dipende dalla situazione individuale del contribuente, anche considerando le spese realmente sostenute, i contributi previdenziali e le detrazioni eventualmente utilizzabili nel regime ordinario.

Forfettario 2027: perché la soglia IVA rimane a 85.000 euro?

L'aumento a 100.000 euro non comporterebbe, almeno inizialmente, un'estensione automatica delle agevolazioni IVA.

Il comunicato diffuso al termine del Consiglio dei Ministri chiarisce infatti che l'esenzione IVA rimane collegata alla soglia di 85.000 euro, in attesa dell'autorizzazione europea.

La ragione è legata alla disciplina comunitaria sulle piccole imprese. 

L'articolo 284 della direttiva 2006/112/CE stabilisce, per la franchigia IVA nazionale, un limite massimo di 85.000 euro di volume d'affari annuo.

Per consentire una soglia superiore sarebbe pertanto necessario ottenere una specifica deroga, secondo le procedure previste dalla normativa europea.

Ne deriva la possibilità che, almeno nella fase iniziale, il regime forfettario presenti due differenti limiti di riferimento:

  • Fino a 85.000 euro: applicazione del regime agevolato ai fini delle imposte sui redditi e, nel rispetto dei requisiti, della franchigia IVA.
  • Oltre 85.000 e fino a 100.000 euro: possibile applicazione della tassazione forfettaria sui redditi, senza beneficiare automaticamente dell'esenzione IVA.

Si tratterebbe di un cambiamento rilevante rispetto all'attuale impostazione del regime, nel quale le agevolazioni relative alle imposte dirette e all'IVA sono strettamente collegate.

Forfettario 2027: cosa succede al limite dei redditi da lavoro dipendente?

Un ulteriore elemento da considerare riguarda i contribuenti che, oltre all'attività autonoma, percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilati.

La normativa sul forfettario prevede una specifica causa ostativa collegata all'ammontare di tali redditi conseguiti nell'anno precedente, con le eccezioni stabilite dalla legge.

Per il 2026 il limite è stato fissato a 35.000 euro, rispetto alla soglia ordinaria di 30.000 euro.

In assenza di una nuova proroga o di ulteriori modifiche, per l'accesso al regime nel 2027 il limite tornerebbe a 30.000 euro.

L'innalzamento della soglia dei ricavi e compensi a 100.000 euro, quindi, non eliminerebbe le altre condizioni di accesso e le cause di esclusione.

Chi intende applicare il regime nel 2027 dovrà verificare entrambi gli aspetti, si resta in attesa di poter studiare il testo del DDL approvato ma non ancora disponibile.